Le disfunzioni sessuali maschili: quali sono e come prevenirle

PUBBLICATO IL 26 NOVEMBRE 2020

Le problematiche andrologiche possono essere prevenute. Il resonsabile dell’Urologia dell’Istituto Clinico di Città di Brescia spiega quali sono, come prevenirle e curarle.

Le disfunzioni sessuali possono riguardare l’uomo in tutto l’arco della sua vita. Come spiega il Dott. Danilo Zani, Responsabile dell’U.O. di Urologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia: “Conoscerle e prevenirle significa offrire uno stile di vita ed un benessere che interessa l’uomo a 360°. 

Sempre di più i mezzi di informazione insistono sui rischi legati a comportamenti errati e ad esposizioni di fattori di rischio che ormai sono noti: fumo di sigaretta, abuso di sostanze, malattie sessualmente trasmissibili. 

Eliminare i fattori di rischio, ove possibile, seguire uno stile di vita sano, fare attività sportiva, tenere sotto controllo il peso e fare visite di prevenzione sono tutti fattori che possono aiutare nella prevenire le disfunzioni sessuali e le principali problematiche andrologiche che l’uomo può incontrare nel corso della sua esistenza 

Varicocele: una dilatazione patologica delle vene testicolari

“Il varicocele è una delle patologie più frequenti che affliggono l’uomo giovane e si stima che la sua incidenza sia superiore al 15%”. Di cosa si tratta? “È una dilatazione delle vene che circondano e drenano il sangue dal testicolo. Insorge più frequentemente a sinistra, per cause di ordine anatomico, ma può essere presente anche a destra oppure essere bilaterale. 

Questa condizione è importante, poiché può interferire con la spermatogenesi, il processo di maturazione delle cellule germinali maschili, con conseguente difficoltà alla procreazione. Un tempo, questa problematica veniva evidenziata durante la visita di leva. Ora che questa visita di screening non viene più eseguita, non è infrequente trovare soggetti che presentano un’infertilità legata ad un varicocele non diagnosticato”. 

I sintomi del varicocele

Con quali sintomi si manifesta? “La sintomatologia è spesso assente o, quando presente, si manifesta con un fastidio al testicolo in regione inguinale o alla faccia interna della coscia. La diagnosi viene effettuata con la visita ed un’ecografia associata a doppler testicolare che serve per confermare la diagnosi. 

Un esame del liquido seminale permette di evidenziare le caratteristiche alterazioni e porre indicazione ad un trattamento che può essere effettuato per via chirurgica, con un piccolo accesso in regione inguinale a sinistra, oppure con un intervento laparoscopico quando ci troviamo di fronte ad una forma bilaterale”, spiega il dottore.

Infertilità, una diminuita capacità riproduttiva dell’uomo

L’infertilità è definita come il fallimento al concepimento di una coppia dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari non protetti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa il 15% delle coppie in età fertile nei paesi occidentali ne è affetta e in circa il 30% delle coppie infertili si riconosce un fattore maschile. 

“Il liquido seminale, sia nella sua componente liquida che cellulare - sottolinea il Dott. Zani - è soggetto a molti fattori esterni che ne possono compromettere la sua funzione. Una delle cause più frequenti di infertilità maschile è il varicocele, di cui abbiamo già parlato, ma anche altre patologie possono interferire con la normale fertilità come: 

  • il diabete;
  • le emoglobinopatie (disordini genetici della sintesi dell’emoglobina); 
  • le prostatiti croniche recidivanti;
  • l’uso di alcuni farmaci come i chemioterapici. 

Molto importante è anche lo stile di vita: fumo, alcol, dieta, scarsa attività fisica e obesità possono influire sulla spermatogenesi. Anche l’ambiente sembra svolgere un ruolo importante: inquinanti atmosferici, ambientali e metalli pesanti possono avere un grande impatto”. 

Come si scopre l’infertilità

Come si accerta un problema di infertilità? “Per l’uomo un inquadramento prevede, oltre ad una valutazione specialistica, anche: 

  • ecografia scrotale
  • esame dello sperma
  • assetto ormonale. 

Mentre la donna sarà studiata dal suo ginecologo di fiducia. Una valutazione specialistica in un centro in grado di offrire tecniche di fecondazione assistita, in cui vi sia una stretta collaborazione tra andrologo e ginecologo, può offrire alle coppie il miglior approccio diagnostico terapeutico senza inutili perdite di tempo”. 

Disfunzione erettile, una compromessa capacità di mantenimento dell’erezione 

La disfunzione erettile è stata definita come la persistente incapacità ad ottenere e/o mantenere un’erezione con rigidità idonea a garantire lo svolgimento di un atto sessuale soddisfacente. 

“L’erezione - continua il Responsabile dell’U.O. di Urologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia - è un complesso fenomeno neurovascolare sotto controllo ormonale e pertanto i fattori di rischio sono in comune con la malattia cardiovascolare. Non solo: la disfunzione erettile stessa è un fattore di rischio per la patologia cardiovascolare”. 

I fattori di rischio e come si diagnostica

Quali sono i principali fattori di rischio? “Sono quelli noti: obesità, fumo, assenza di attività fisica, ipercolesterolemia e sindrome metabolica. Le cause possono essere su base vascolare, neurogena, ormonale, farmacologica, psicogena. 

La diagnosi viene effettuata mediante un’accurata raccolta anamnestica, un esame obiettivo e l’esecuzione di indagini di funzione ormonale. Altri accertamenti, più invasivi, hanno indicazioni selettive. 

Le cure per la disfunzione erettile

Il trattamento prevede innanzitutto la rimozione dei fattori di rischio con il conseguente cambiamento dello stile di vita, la correzione di eventuali squilibri ormonali o la sospensione/cambiamento della terapia farmacologica. Quest’ultima, attraverso gli inibitori della fosfodiesterasi 5, rappresenta il primo approccio insieme all’utilizzo delle onde d’urto focali a bassa intensità che hanno la proprietà di rigenerare il tessuto vascolare determinando un aumento dell’afflusso di sangue al tessuto erettile. 

L’esito finale consiste nell’ottenere un’erezione soddisfacente anche senza l’impiego dei farmaci. Il trattamento può essere effettuato in ambulatorio, è indolore, privo di effetti collaterali e l’efficacia del trattamento dura nel tempo. Un altro trattamento efficace prevede l’utilizzo della terapia farmacologica intracavernosa. Da ultimo, nel caso in cui tutti gli altri trattamenti siano falliti, vi è la possibilità di un impianto di una protesi peniena”.

Il pene curvo 

“La induratio penis plastica è una malattia del tessuto connettivo del pene caratterizzata da una fibrosi localizzata nella guaina che riveste i corpi cavernosi del pene - spiega il Dott. Zani -. La fibrosi può evolvere in una placca calcifica dura che porta ad un incurvamento del pene in erezione. 

Molteplici sono le ipotesi che determinano questa patologia, nota da tempo, ma nessuna mai è stata accertata. La diagnosi è semplice e viene riferita dal paziente che spesso può presentare difficoltà, dolore, o impossibilità nel rapporto sessuale”. 

Come si cura

Come si tratta? “L’obiettivo del trattamento è quello di ridurre i sintomi ed arginare l'evoluzione della malattia. Alcuni integratori, assunti per via sistemica, possono essere utili nelle fasi iniziali, quando la malattia non preclude il normale atto sessuale ed hanno lo scopo di evitare un peggioramento della malattia. 

Quando la malattia è in fase conclamata, invece, si possono effettuare iniezioni locali di farmaco che hanno lo scopo di ridurre la sintomatologia dolorosa. Anche in questo caso le onde d’urto possono svolgere un ruolo importante determinando una rottura della placca con conseguente miglioramento sintomatologico. 

La chirurgia è riservata nei casi più gravi, quelli per intenderci in cui l’incurvamento compromette l’attività sessuale oppure quando le tecniche conservative non hanno dato esito. 

Esiste anche un incurvamento penieno congenito, cioè presente dalla nascita ed è caratterizzato da un’asimmetria nella lunghezza dei corpi cavernosi. La problematica emerge dopo la pubertà e può essere causa di dolore o difficoltà nel rapporto. Anche in questo caso l’intervento chirurgico è risolutivo”.

Eiaculazione precoce, una ‘durata’ non soddisfacente

“L’eiaculazione precoce - conclude il Dott. Danilo Zani - consiste nel presentarsi, persistente o occasionale, di eiaculazione in seguito a stimolazione sessuale anche minima oppure prima, durante o poco dopo la penetrazione e comunque prima di quando il soggetto desidererebbe. 

Non esiste un criterio preciso, né sintomi precisi, per definire quand’è che si possa parlare di vera e propria eiaculazione precoce, perché non esiste un tempo stabilito a priori in cui un uomo dovrebbe ‘durare’”. 

Da cosa può dipendere? “L’eiaculazione precoce può essere secondaria a cause organiche quali anomalie anatomiche del frenulo, stati infiammatori, uretriti, vescicoliti, prostatiti, sclerosi multipla, tumori midollari, stress o ipertiroidismo, ma, nella maggior parte dei casi, non è riscontrabile una causa precisa se non quella psicogena”. 

Le cure per l’eiaculazione precoce

Come si cura? “La terapia comportamentale è indirizzata alla coppia e implica una serie di esercizi da eseguire insieme al partner al fine di acquisire il controllo

Esiste una cura farmacologica si basa su farmaci antidepressivi serotoninergici da assumere al bisogno. Anche l’uso di anestetici locali ad uso topico può migliorare questo disturbo. In genere queste terapie vanno integrate e può essere utile associare anche un percorso di terapia comportamentale che preveda una graduale riduzione e sospensione del farmaco non appena il soggetto acquisisce un maggior senso di auto-controllo”.

Gli uomini si ammalano di più?

La maggior parte degli indicatori statistici sanitari evidenzia come gli uomini in genere vivano meno delle donne e si ammalino di più. Come ci ha spiegato il Dott. Danilo Zani: “Probabilmente le ragioni sono molteplici, tra cui senza dubbio un’azione protettiva degli estrogeni, oltre che a differenze genetiche. 

La ragione principale tuttavia sembra essere che l’uomo, in generale, ha meno cura di se stesso rispetto alla donna. Negli ultimi anni si è assistito ad una maggior presa di coscienza da parte dell’uomo delle proprie problematiche di salute ed in particolare di quelle andrologiche. Questo fenomeno a fatto seguito sia alle campagne di sensibilizzazione svolte delle varie società scientifiche di andrologia ed urologia, sia ai numerosi progressi ottenuti in questo campo sia dal punto di vista fisiopatologico che terapeutico”. 

Cura e Prevenzione