Modelli virtuali e realtà aumentata: la nuova frontiera della medicina

PUBBLICATO IL 05 MARZO 2019

Non è fantascienza, ologrammi e tecnologie di realtà mista sono già in utilizzo e possono entrare nella pratica clinica e nella didattica portando valore aggiunto alle cure e ai trattamenti offerti ai pazienti.

Se ne è discusso durante l’incontro “Modelli virtuali e realtà aumentata applicati alla didattica in Medicina”, organizzato la scorsa settimana presso l’Aula Magna dell’IRCCS Policlinico San Donato, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, e dedicato alle autorità accademiche, studenti, professori, medici e ricercatori.

Fulcro dell’evento sono state le presentazioni e le dimostrazioni live a cura degli ingegneri biomedici Filippo Piatti e Omar Pappalardo, collaboratori del Laboratorio di Simulazione Computazionale e 3D del Policlinico San Donato, del gruppo di Biomeccanica computazionale del Politecnico di Milano e fondatori della start-up Artiness.

Moderati dal Direttore Scientifico dott. Lorenzo Menicanti, hanno illustrato il ruolo dell’ingegnere biomedico e l’impatto di queste nuove tecnologie in medicina. In particolare, si è discusso del funzionamento delle tecnologie di realtà aumentata e realtà mista, ovvero dell’inserimento di oggetti olografici all’interno dell’ambiente reale che ci circonda. Una tecnica che, con il supporto di speciali apparecchiature visive, permette di aumentare le percezioni del corpo umano.

L’utilizzo della realtà mista potrebbe portare benefici in vari aspetti della medicina: dalla didattica al rapporto con il paziente, passando per il planning delle procedure operatorie, pratica già in utilizzo per alcune procedure di cardiochirurgia e cardiologia interventistica al Policlinico San Donato.

Ma quali sono i vantaggi che una visualizzazione tramite ologramma può dare?

Innanzitutto, la possibilità di navigare letteralmente dentro un organo o un apparato, segmentando un modello “paziente-specifico”, ovvero un organo che riproduce fedelmente l’anatomia dell’organo del malato, poiché costruito sulla base di immagini diagnostiche di TAC e risonanza magnetica. Inoltre, è possibile rendere visibile l’invisibilesovrapponendo il modello olografico dei diversi settori anatomici al corpo del paziente.

Queste caratteristiche rappresentano un vantaggio particolarmente significativo, soprattutto se applicato all’ambito delle cardiopatie congenite, in cui il Policlinico San Donato ha un’alta specializzazione, che si caratterizzano appunto per una conformazione unica e peculiare del cuore e dei grandi vasi.

L’utilizzo degli ologrammi consente di conoscere dettagliatamente l’anatomia dell’organo, prevedere ogni fase della procedura interventistica o cardiochirurgica, progettare dei device ad hoc e ricostruire la conformazione post-operatoria.

Da non dimenticare, inoltre, l’importante tema della didattica: l’utilizzo degli ologrammi potrebbe affiancare i manuali e le tavole anatomiche, tradizionalmente utilizzati nello studio della medicina, che hanno un elevato livello di dettaglio, ma danno minor possibilità di comprendere la morfologia e il rapporto geometrico tra gli organi.

Oltre all’utilizzo dei manichini, gli studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia potrebbero trarre grandi vantaggi nello studio anatomico e patologico degli organi sfruttando le enormi potenzialità della realtà aumentata e mista.

Il Polo San Donato del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, coordinato dal Prof. Marco Froldi, vuole essere tra i primi a sperimentare questo approccio innovativo, da affiancare ai già consolidati metodi didattici tradizionali.

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