
Il Dott. Delio Tedeschi dell’Istituto Clinico S.Anna è Coordinatore Scientifico di B.I.C. 2026, l’evento di cardiologia interventistica
12 GIUGNO 2026
È tutto pronto per l’edizione 2026 di B.I.C., Brescia Interventional Cardiology, l’evento formativo divenuto ormai una consuetudine nell’ambito della cardiologia interventistica in programma a Brescia, presso il DoubleTree by Hilton di Viale Europa, giovedì 18 giugno 2026. Un’iniziativa unica nel suo genere che, dal 2019 (fatta eccezione per l’anno del Covid-19), si ripete annualmente.
Ne parliamo con il Dott. Delio Tedeschi, Responsabile del servizio di Emodinamica dell'Istituto Clinico S. Anna e Coordinatore Scientifico dell’evento.
Un evento dedicato alle complicanze procedurali in cardiologia interventistica
Un appuntamento quello di B.I.C. che si distingue rispetto al format classico dei convegni medici tradizionali perché dedicato interamente alla discussione delle complicanze procedurali, ovvero a quegli eventi avversi, inaspettati, imprevisti, imponderabili e incontrollabili che fanno andare male o rendono piuttosto complessa una procedura di cardiologia interventistica.
“Si tratta di un appuntamento di grande interesse - spiega il Dott. Delio Tedeschi - perché coinvolge in maniera trasversale qualsiasi operatore, struttura e ospedale e perché in medicina non esiste paziente che non possa andare incontro a complicanze o imprevisti durante qualsiasi tipo di intervento chirurgico o procedura”.
Le diverse complicanze in cardiologia interventistica
Esistono complicanze specifiche legate alla cardiologia interventistica che possono derivare dai materiali utilizzati, dall’anatomia del paziente, dalla tipologia di procedura da eseguire e quindi dalla complessità generale della procedura a cui si deve sottoporre un paziente.
Poi ci sono complicanze prevalentemente cliniche che conseguono, invece, al tipo di paziente che viene operato (età, comorbilità, fragilità).
“Se, per esempio, c’è un problema inaspettato sull’angioplastica di una coronaria, il paziente in alcuni casi può andare incontro direttamente a un arresto cardiaco che altro non è che l’evoluzione più nefasta della complicanza stessa - spiega lo specialista -. In altri casi può capitare che resti intrappolato all’interno di una coronaria del materiale utilizzato per l’intervento, pur in assenza di sintomi lamentati dal paziente, dobbiamo rimuoverlo senza originare un evento avverso. O, ancora, se si rompe un pezzo di uno stent o di un catetere, magari a causa di una calcificazione, dobbiamo toglierlo. Ma come? Esistono varie tecniche per risolvere il problema senza arrecare ulteriori danni”.
Il format di B.I.C. 2026: casi clinici e confronto tra esperti
Un congresso che discute unicamente di ciò che può accadere in modo inaspettato e imprevisto all’interno di una procedura interventistica cardiologica, a differenza dei congressi tradizionali, dove questo tema occupa solo una piccola sessione all'interno di un programma più vasto.
“Un altro tratto peculiare di questa iniziativa è certamente il format, originale e interattivo, in cui vengono presentati casi clinici di interventi eseguiti sull’intero territorio nazionale attraverso la testimonianza dell’operatore che ha incontrato una determinata complicanza. I casi vengono poi discussi e analizzati in maniera collegiale e aperta da un panel di esperti di livello nazionale ed internazionale e da una platea di operatori di varia esperienza, estrazione e provenienza”.
La discussione che ne origina è libera e interattiva in un contesto del tutto informale e amichevole in cui ogni partecipante è libero di prendere la parola senza sentirsi giudicato.
“La chiave del successo di questo evento non è solo il dibattito che ne deriva, ma anche il confronto schietto e costruttivo che ne scaturisce”.
L'apprendimento collettivo come valore aggiunto
La complicanza è di per sé un evento raro e per quanto un operatore possa essere esperto e preparato, non lo sarà mai a sufficienza per gestire tutte le possibili evenienze.
“L’esperienza del singolo, per quanto ricca e diversificata, infatti, non sarà mai superiore a quella di un gruppo, per cui partecipare a un appuntamento di questo tipo garantisce a ogni singolo operatore un arricchimento culturale molto significativo”, conclude il Dott. Tedeschi.