Cos’è la colite collagenosica e come si cura

PUBBLICATO IL 02 FEBBRAIO 2024

La colite collagenosica è una malattia cronica intestinale e fa parte della famiglia delle coliti microscopiche, la cui scoperta risale a circa un ventennio fa.

Caratterizzata principalmente da uno stato di diarrea acquosa, presenta molteplici cause che la portano spesso a essere confusa con la colite ulcerosa, per questo una diagnosi differenziale è essenziale così come il pianificare un trattamento mirato ed efficace. 

È considerata una patologia rara perché fondamentalmente interessa un 1 caso su 100. 

Ce ne parla il dottor Franco Di Prisco, gastroenterologo presso l’Istituto Clinico San Siro, Chirurgo gastroenterologo presso il Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all'IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio e Consulente presso Palazzo della Salute - Wellness Clinic.

 

Cause e sintomi della colite collagenosica

“Come detto, la colite collagenosica fa parte delle coliti microscopiche insieme alla colite linfocitica. Entrambe, pur presentando dei pattern istologici diversi, provengono dallo stesso ceppo - spiega il dr. Di Prisco -.

Le cause scatenanti di questa patologia sono molteplici, anche se quelle più comuni sono:

  • quelle di tipo autoimmune;
  • quelle di tipo iatrogeno, cioè conseguenti all’utilizzo di determinati tipi di farmaci. 

Colpisce molto spesso i giovani, più donne che uomini, ed è caratterizzata principalmente da una diarrea acquosa, ad andamento intermittente, con assenza di muco e sangue, che si cronicizza e che porta il soggetto a 3-4 evacuazioni giornaliere in un periodo di 4 settimane. Altri sintomi possono essere: 

  • la perdita di peso
  • il dolore addominale
  • un’urgenza evacuativa per lo più notturna”.

 

Come si diagnostica la colite collagenosica

La diagnosi si effettua per via endoscopica dopo un prelievo di biopsie per istologia. Dal punto di vista macroscopico, un’endoscopia eseguita nella maniera più precisa possibile non ritrova alterazioni particolari. 

“Talvolta - spiega lo specialista -, questa patologia si può riscontrare a partire dagli esami del sangue dove può comparire: 

  • un aumento della VES (Velocità di Eritrosedimentazione, ossia un indice ematico che mette in evidenza la presenza o meno di infiammazioni); 
  • un’osteopenia, cioè una carenza di fosfati che poi induce in una diminuzione del fosforo e di conseguenza una riduzione della massa ossea.

La conferma diagnostica, quindi, è di tipo istologico. Rispetto alla colite ulcerosa, la diagnosi di colite collagenosica si verifica quando, tramite esame istologico, si rileva l’ispessimento della banda di collagene sub-epiteliale, anche perché, dal punto di vista dei sintomi, queste patologie sono del tutto identiche”. 

 

Come trattare la colite collagenosica

“Il trattamento della colite collagenosica è di tipo farmacologico - specifica l’esperto -. Tra i farmaci più utilizzati vi sono il loperamide, la colestiramina, la mesalazina e il prednisolone che vengono prescritti anche per le coliti ulcerose. 

Allo stato attuale, la budesonide che è un corticosteroide topico, somministrato tramite clisteri medicati per 6-8 settimane, risolve completamente il problema. Questo vale sia per la colite collagenosica sia per la colite linfocitica. 

La budesonide va a intervenire sulle forme più importanti. Le forme lievi tante volte guariscono anche solo con la rifaximina che è l’antibiotico che viene spesso utilizzato nel trattamento delle coliti, oppure il bismuto salicilato, anche se fondamentalmente la budesonide rimane quella più usata. Nel giro di 1-2 mesi, si dovrebbe guarire del tutto. 

Per quanto riguarda la diarrea come sintomo - conclude Di Prisco - questa dovrebbe sparire nell’arco di un paio di settimane mentre per quanto riguarda la diagnosi istologica ci vogliono un paio di mesi. In concomitanza con i farmaci, un ruolo fondamentale lo giocano anche l’utilizzo dei probiotici, come i lattobacilli e i bifidobatteri, che vanno presi a cicli di almeno 3 mesi”.

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