Progetto W@W (Wellbeing at Work): sportello di ascolto

 

Cosa si intende per benessere psicologico

Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il concetto di Salute è inteso come il massimo grado di benessere fisico, mentale e sociale raggiungibile da un individuo e non solo come pura assenza di malattia. Allo stesso tempo nel rapporto della Commissione Salute dell’Osservatorio Europeo su sistemi e politiche per la salute (cui partecipa il distaccamento europeo dell’OMS) è stata proposta una definizione di benessere come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di benessere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il proprio potenziale personale nella società”. Come si legge nel Rapporto, tutti e cinque gli aspetti sono importanti, ma ancora più importante è che questi siano tra loro equilibrati per consentire agli individui di migliorare il loro benessere.

Differenti discipline e correnti di pensiero filosofico occidentali e orientali, avallati da recenti conferme in campo medico-scientifico, sono giunte alla medesima concezione: intendere il benessere come una condizione di armonia nella relazione dell’uomo con se stesso e con l’ambiente, risultato di processi di adattamento creativi e dello stile di vita seguito. Tutto ciò in campo medico significa avventurarsi in un cambiamento di paradigma fino a poco tempo fa orientato esclusivamente sul versante della malattia: il baricentro si sposta oggi dal to curealto care” cioè dal semplice “curare” al più complesso “prendersi cura” verso un nuovo modello di medicina bio-psico-sociale che vede la crescente emersione di problematiche ed esigenze attinenti alla sfera della soggettività, delle relazioni, dei comportamenti e della comunicazione interpersonale.

Benessere psicologico

Tale benessere è raggiunto quando l’individuo è capace di sfruttare al meglio tutte le sue capacità emozionali e cognitive per districarsi nella quotidianità della vita, costruire relazioni gratificanti con gli altri e gestire i conflitti interni ed esterni; significa attivare le proprie risorse e prendersi cura di se stessi sia della propria salute fisica che mentale. Dunque, una condizione di benessere può essere raggiunta nel corso della vita occupandosi del proprio equilibrio psicofisico e relazionale.

Lo stress sui luoghi di lavoro: qual è l'entità del problema?

Lo stress è il secondo problema di salute legato all'attività lavorativa maggiormente segnalato in Europa. Da un sondaggio d'opinione europeo è emerso che più della metà di tutti i lavoratori considera lo stress correlato comune nel proprio luogo di lavoro.

Le cause più comuni di stress lavoro-correlato sono la riorganizzazione, la precarietà del lavoro, orari di lavoro prolungati o un carico di lavoro eccessivo. La situazione odierna dimostra che:

• Il lavoro è il fattore più stressogeno nella vita delle persone;

• Mentre lo stress obbliga 1 su 5 lavoratori a stare a casa in malattia, il 95% di questi mente al proprio capo rispetto alla reale motivazione di assenza;

• Attualmente, 1 lavoratore su 6 ha a che fare con ansia, depressione o stress;

  • Il 40% dei datori di lavori vede i lavoratori con problemi di ansia stress e depressione come un “rischio significativo”;
  • 9 su 10 persone che hanno problemi di salute psicologica sostengono di sperimentare stigma e pregiudizi;
  • Lo stigma può addirittura essere peggio dei sintomi stessi;
  • Entro il 2020, la depressione sarà la seconda causa più comune di malattia in tutto il mondo.

Il principale problema è che le persone non ne parlano ed il sistema sanitario nazionale non ha ancora attuato una politica di accoglienza del disagio psicologico.

Benessere nei luoghi di lavoro e specificatamente in area sanitaria

Gli ambienti di lavoro sono dei contesti significativi per la promozione della salute e del benessere: le persone trascorrono infatti gran parte del loro tempo nei luoghi di lavoro. Ciò ha delle ricadute anche a livello delle famiglie dei lavoratori e dell’equilibrio vita privata-vita lavorativa. In campo sanitario, nelle normali attività assistenziali svolte nei reparti di area critica, la relazione operatore-paziente è spesso stretta, frequente, coinvolgente e duratura; inoltre, al suo interno, i pazienti e i loro familiari riversano sugli operatori i vissuti di impotenza, abbandono, solitudine, dolore, angoscia, ecc. ed esprimono dubbi e richieste a cui è difficile, talvolta impossibile, dare delle risposte. Questo particolare clima emotivo, nel corso del tempo, coinvolge gli operatori oltre che sul piano professionale anche su quello personale ed umano. Lo stress psicologico che ne deriva produce un calo dell’efficienza lavorativa, fenomeni di assenteismo e, nei casi più gravi, una vera e propria sindrome di Burn-out. Il rischio di burn-out si manifesta quando l’operatore sanitario, appesantito dallo stress ambientale e da quello emotivo-relazionale, va in crisi e mette in atto comportamenti e atteggiamenti disfunzionali, sia nei confronti dei pazienti che dei colleghi. Programmi adeguati e finalizzati di formazione psicologica consentono ai medici e agli infermieri di elevare l’efficacia dei loro interventi, migliorare la qualità della relazione col malato, ottimizzare i rapporti con i colleghi, perfezionare l’efficienza lavorativa, ridurre i rischi di burn-out e, naturalmente, i costi complessivi dell’assistenza.

 

Perché il progetto W@W?

All’IRCCS Policlinico San Donato abbiamo elaborato un progetto per la creazione di uno Sportello di Ascolto e sostegno psicologico “W@W - WELLBEING AT WORK” rivolto ai dipendenti del Gruppo Ospedaliero San Donato. Il progetto “si inserisce nella Programma WHP Lombardia Workplace Health Promotion Luogo di lavoro che promuove Salute”. La Rete WHP Lombardia è una rete di luoghi che si impegnano a realizzare buone pratiche nel campo della salute dei lavoratori secondo un percorso predefinito la cui validità è garantita da esperti delle Aziende Sanitarie Locali, della Regione e del Ministero della Salute In particolare il nostro progetto W@W si inserisce nell’Area tematica n.6 «Promozione del benessere personale e sociale».

Obiettivi del Progetto W@W

Il progetto si propone di aprire uno Sportello di Ascolto Psicologico per la promozione del benessere lavorativo in tutte le strutture del Gruppo. Lo sportello intende fornire un servizio di supporto e di analisi delle cause del disagio che si manifesta all’interno dei contesti lavorativi, al fine di prevenire e contenere eventuali situazioni di stress lavorativo e/o personale. Gli obiettivi generali possono essere definiti in questi tre punti chiave:

  • Promuovere la salute attraverso l’ascolto dei bisogni psicologici dei propri dipendenti da parte di professionisti esperti della salute psicologica; 
  • Favorire all’interno del Gruppo la cultura dell’empowerment e supporto ai dipendenti; 
  • Accrescere la cultura della salute negli operatori ospedalieri; 

Finalità specifiche:

  • Prevenzione dei disagi psicologici legati all’area personale, lavorativa e sociale;
  • Sostegno/supporto psicologico legato all’area personale, lavorativa e sociale;
  • Rafforzamento dell’autoefficacia e della capacità di autodeterminazione;
  • Sviluppo della capacità di coping;
  • Rafforzamento dell’identità professionale;
  • Rafforzamento del senso di appartenenza al gruppo di lavoro e all’azienda. 

Destinatari

Il personale e tutti i dipendenti del Gruppo San Donato potranno rivolgersi al centro W@W sito nella propria struttura, dove uno Psicologo Clinico, nella massima riservatezza e sempre dedito alla tutela dell’utente, sarà a disposizione previo appuntamento.

Il CORE operativo è l’IRCCS Policlinico San Donato dove esclusivamente gli Psicologi Clinici gestiranno tutti i dati. In questo modo si potrà garantire la massima riservatezza delle informazioni.

Cosa offre lo sportello

Ogni persona che si rivolge allo Sportello ha la possibilità di almeno 3 incontri con un/una esperto/a, preservando totalmente la privacy dell’utente

Al fine di salvaguardare un uso corretto dello spazio di ascolto è stato fissato un numero massimo di accessi, ciò consente di promuovere un uso adeguato dello sportello limitando la possibilità che sia rappresentato e percepito come uno spazio terapeutico.

La gestione del colloquio con lo Psicologo si baserà esclusivamente su domande aperte: il professionista non valuta, non suggerisce, non indaga, non interpreta, ma può aiutare a interpretare e, se richiesto, può attuare un ascolto attivo/partecipativo e incoraggiante, non invadente, senza pregiudizi.

Come accedere allo sportello

Lo Sportello riceve, previo appuntamento e nel rispetto della privacy.

Per prenotare l’incontro si dovrà inviare una mail all'indirizzo sportelloascolto.psd@grupposandonato.it o telefonare ai recapiti relativi allo Psicologo che opera nella propria struttura.

Sondaggio

Affinché si possa offrire un servizio idoneo e ben strutturato si richiede a tutto il personale del Gruppo Ospedaliero San Donato di collaborare compilando il sondaggio.

Il vostro aiuto ci permetterà di conoscere in modo più approfondito le esigenze delle singole realtà, consentendoci di organizzare al meglio le attività.

I dati, completamente anonimi, saranno raccolti da Psicologi che ne garantiranno la privacy.

Per tutti coloro che non siano nella possibilità di inviare i dati tramite il sondaggio on line possono richiedere una copia cartacea al proprio referente.

Le copie cartacee vanno inserite nell’apposito contenitore che sarà aperto esclusivamente dagli Psicologi incaricati.

Per accedere al sondaggio clicca qui

Responsabili del Progetto

Dott.ssa Emilia Quadri – Psicologa, Psicoterapeuta

Dott. Edward Callus – Psicologo, Psicoterapeuta

COORDINATORI

Dott.ssa Silvana Pagliuca – Psicologa 

Dott. Enrico G. Bertoldo – Psicologo

IRCCS Policlinico San Donato

e-mail: sportelloascolto.psd@grupposandonato.it

telefono: 02/52774735

 

X